Le strade fiscali, in breve
Quando un'azienda paga lo sport ai dipendenti, le domande sono due: quel valore diventa reddito per chi lo riceve, e quindi tasse e contributi? E quanto può dedurre l'azienda? Le norme di riferimento stanno nell'articolo 51 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi. Spesso la stessa spesa può passare da una strada o dall'altra, a seconda di come è organizzata.
Le strade di cui sentirai parlare sono quattro:
- i servizi di welfare dell'articolo 51, comma 2, lettera f
- i fringe benefit dell'articolo 51, comma 3, entro una soglia annuale
- i voucher, cioè i documenti di legittimazione del comma 3-bis
- il premio di risultato convertito in servizi di welfare
Welfare: articolo 51, comma 2, lettera f
Questa norma riguarda opere e servizi che l'azienda mette a disposizione della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti, per finalità come la ricreazione e l'assistenza sociale e sanitaria. Contano tre condizioni: il servizio va offerto a tutti o a una categoria, non a singole persone scelte; deve essere un servizio, non denaro; e il modo in cui nasce, per scelta volontaria dell'azienda oppure in base a un contratto, un accordo o un regolamento aziendale, cambia quanto l'azienda può dedurre.
Un abbonamento in palestra viene spesso inserito qui, come raccontiamo nella guida sulla palestra nel welfare aziendale. Se una palestra esterna rientri o no dipende però da come è organizzato il servizio, e l'Agenzia delle Entrate ha risposto su casi specifici: è il primo punto da chiarire con il consulente.
Fringe benefit: la soglia per il 2025, il 2026 e il 2027
I fringe benefit sono beni e servizi dati al dipendente che non fanno reddito entro una soglia annuale. La legge di bilancio 2025 ha fissato la soglia, per gli anni 2025, 2026 e 2027, a 1.000 euro, e a 2.000 euro per chi ha figli fiscalmente a carico. L'Agenzia delle Entrate lo spiega nella circolare n. 4/E del 16 maggio 2025, che trovi su https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/maggio-2025-circolari.
La soglia vale per tutti i fringe benefit dell'anno messi insieme, non solo per la palestra. E secondo l'articolo 51, comma 3, se la si supera l'intero valore diventa reddito, non solo la parte in eccesso. Per questo conviene sapere cos'altro riceve il dipendente prima di aggiungere un abbonamento.
Premio di risultato e voucher
Se il contratto aziendale o territoriale prevede un premio di risultato, spesso il dipendente può scegliere di riceverlo in servizi di welfare invece che in denaro, con un trattamento fiscale più favorevole. È uno dei modi più usati per finanziare la palestra. L'Agenzia delle Entrate ne ha spiegato le regole in più circolari; una sintesi è nel comunicato del 2018 su https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/-/cs-29032018-circolare-5-welfare-. Limiti e aliquote sono cambiati da allora: verifica quelli in vigore.
I voucher del comma 3-bis sono documenti, anche digitali, che danno diritto a un servizio preciso, come un abbonamento. Sono nominativi, valgono per un solo servizio per il loro intero valore e non si convertono in denaro.
E la detrazione per lo sport?
Molti cercano se la palestra si può detrarre nella dichiarazione dei redditi. Per un adulto, in generale, no. Esiste invece una detrazione per le spese sportive dei figli dai 5 ai 18 anni, con un tetto di spesa per ogni figlio e condizioni sul pagamento e sulla ricevuta: l'Agenzia delle Entrate la spiega su https://infoprecompilata.agenziaentrate.gov.it/portale/semplificata-mod-istruzione-e-sport.
Non confondere le due cose: la detrazione riguarda le spese che paga la famiglia, mentre welfare e fringe benefit riguardano quello che paga l'azienda.
Cosa preparare con il consulente
Le regole cambiano con le leggi di bilancio: ricontrollale ogni anno, anche se il benefit resta lo stesso. Prima di decidere, porta al consulente del lavoro o al commercialista risposte chiare su questi punti:
- a chi è offerto: a tutti i dipendenti o a una categoria definita
- come nasce: scelta volontaria dell'azienda, regolamento aziendale o contratto
- chi paga cosa: l'azienda tutto o una parte, e cosa aggiunge il dipendente
- come si paga: l'azienda al fornitore, con un voucher o con un credito welfare; un rimborso in denaro solo dopo averlo verificato
- quali altri fringe benefit riceve già il dipendente nell'anno
- quali documenti servono: fatture, elenco delle persone, indicazioni per la busta paga
Yeki Pass e il welfare della tua azienda
Yeki Pass, l'abbonamento unico per più palestre, si può offrire come benefit. Decidi quanto coprire, tutto il piano o una parte, e chi vuole un piano più alto aggiunge la differenza. Paghi con un addebito al mese solo per chi ha attivato il Pass, con l'elenco delle persone aggiornato ogni mese, senza un numero minimo.
Insieme alla proposta di welfare aziendale ti mandiamo le indicazioni su come si inquadra il Pass in Italia, da verificare con il tuo consulente. Se preferisci partire da qualche palestra vicino all'ufficio, organizziamo per i tuoi dipendenti sconti nelle palestre che scegli tu. L'azienda vede solo numeri aggregati, quante persone hanno il Pass e quanto lo usano, mai chi, dove o quando.